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Gli Arditi di Franz Josef

Lo Sturmtruppenabzeichen “G. Gurschner Wien VII/2”

GLI ARDITI DI FRANZ JOSEF

a cura di T.K.

L’idea di istituire un Distintivo di Specialità anche per le Sturmtruppen Austro-Ungariche venne proposto dall’Armeeoberkommando(AOK) poco dopo la creazione delle stesse (1915 circa): l’Alto Commando dell’Esercito Austro-Ungarico credeva infatti di poter stimolare e motivare i giovani ad arruolarsi come volontari nelle Truppe d’Assalto e a partecipare in seguito ai corsi di Arditismo organizzati dall’Esercito.
In partenza il progetto ufficiale era indirizzato verso un Distintivo di Specialità indirizzato non “random” a tutti i membri delle Squadre Sturmtrupp ma bensì solo a coloro che avrebbero dimostrato capacità, valore e arditismo degni della conseguente consegna dello stesso.
Dopo varie bozze e varie discussioni, dopo ripensamenti e modifiche dei varii simboli proposti, tra cui il teschio che venne inizialmente escluso dalla lista delle possibili scelte dall’AOK considerandolo come un simbolo che avrebbe potuto dare una brutta impressione a livello propagandistico e diplomatico, l’idea di istituire il Distintivo di Specialità per le Sturmtruppen venne definitivamente abbandonata poco prima della data dell’Armistizio del 1918.
Dato questo si può facilmente intuire che un Distintivo Ufficiale di Specialità per le Truppe D’Assalto Austro-Ungariche non venne dunque mai istituito ne tantomeno mandato in produzione.
In base alle ultime bozze progettate per tale distintivo venne però in ogni caso prodotto, senza autorizzazione del Ministero della guerra (KriegsMinisterium) o dell’ AOK, un distintivo di riconoscimento per le Sturmtruppen: si trattava di un distintivo molto simile a quello di Specialità per gli Aviatori Austro-Ungarici, ovvero composto da una corona d’allora ovaloide su cui spiccava un aquila Imperiale ad ali spiegate che tiene tra gli artigli due Stielhandgranaten: in basso, alla giuntura della corona, solitamente compariva un piccolo teschio, di fattura abbastanza spartana e stilizzata.
In molti casi nel mondo collezionistico si fa riferimento, a questo punto penso erratamente, a tale Abzeichen come il Distintivo Ufficiale Sturmtruppe, cosa che come abbiamo visto risulta infatti essere per nulla corretta.


MA RITORNIAMO INDIETRO…

Come si può notare dai numerosi distintivi generici da berretto (Kappenabzeichen) sopravvissuti alla guerra, realizziamo che vennero comunque prodotte varie insegne di riconoscimento anche per le Sturmtruppen: la data d’inizio della produzione di tali insegne si può collocare con certezza al primo semestre del 1915, quando i soldati dell’Esercito iniziarono a fregiarsi con distintivi campali o di piccola produzione, riportanti il più delle volte il numero del proprio di battaglione, immagini patriottiche o di propaganda ed effigi relative alla propria Divisione o al proprio Corpo d’appartenenza.
La causa di tale “usanza” é da ricercarsi nella perdita da parte dei soldati di tutte le insegne di appartenenza esibite nei primi mesi di guerra, come ad esempio i colori delle mostrine, il tutto dovuto alla scarsità di tessuti e forse anche a motivazioni di segretezza.
Se da un lato i soldati che iniziarono a portare sui lati dei loro Feldkappen questi Abzeichen lo facevano per dimostrare la propria appartenenza ad Unità o Reggimento, và in ogni caso ricordato che tali “stemmini” vennero venduti anche ad un pubblico, civile, più ampio e solitamente il ricavato di tale vendita veniva devoluto in opere di carità o in organizzazioni dedite alla cura degli orfani di guerra.
La cosà cominciò dunque ad assumere dimensioni enormi e la produzione dei distintivi, di cui ne vennero prodotti in centinaia di esemplari differenti per tutte le armi e tutte le specialità, assunse proporzioni di vero e proprio “Business” tanto da convolgere nella progettazione e nella produzione degli stessi anche Artisti Austriaci molto famosi.
Date le proporzioni assunte dall’ “usanza” e visto che non era in ogni caso possibile fermare l’utilizzo di tali emblemi, il Ministero della Guerra, decise di nel Novembre/Dicembre 1916 di “Semi-Ufficializzare” la cosa, ponendo la discriminante che tali distintivi avrebbero dovuto essere portati esclusivamente sul lato destro del berretto da campo, in quanto sul sinistro venivano apposti i numeri reggimentali ed altre insegne d’appartenenza ufficiali.
Non acconsentendo all’epoca alla produzione di nessun Distintivo Speciale per le Truppe D’Assalto (ancora in elaborazione), l’ AOK e il Ministero di Guerra dimenticarono però di aver in ogni caso approvato semi-ufficialmente l’uso dei Distintivi Generici da Berretto: a questo punto, ma certamente anche prima di tale data, i membri dei Battaglioni Sturmtruppen (Sturmbaon), bramosi già da tempo di poter essere riconoscibili come tali (e qui entra in gioco un discorso psicologico e diciamo elitaristico che riguarda il più totale sprezzo della morte e un indomito coraggio guerriero al limite della purificazione tramite autocombustione di Bhagavad-gitica memoria) dai civili ma anche dalle altre branche dell’ Esercito, non disposti ad attendere ulteriormente per la designazione ufficiale del Distintivo da parte del KM e dell’ AOK, iniziarono la progettazione e l’immediata produzione di Distintivi di Riconoscimento Sturmtruppe.
Ne vennero prodotte svariate decine di esemplari differenti, anche se si può dire con una certa esattezza che la matrice comune alla gran parte di questi fosse l’utilizzo di una iconografia bellica quasi sempre similare: il teschio é presente ovunque, quasi sempre sormonta delle bombe a mano incrociate a mò di tibie, a volta si possono incontrare effigi di elmetti austriaci, reticolati, mazze ferrate, corone d’alloro e poco altro.
Possiamo dividere questi Sturmtruppenabzeichen in due filoni principali: il primo formato da Distintivi di Reparto o Battaglione Sturmtruppe, il più delle volte portato sul lato destro del berretto e recante quasi sempre il numero sequenziale dello Sturmbaon o dell’unità (come ad esempio lo Sturmbaon 21): i secondi, di misura più grande, possiamo definirli come Distintivi Generici Sturmtruppen, ovvero erano distintivi, portati il più delle volte sulla tasca della giubba o sul petto, che indicavano una appartenenza del soldato alle stesse, anche se sembra che a volte tali distintivi venissero insigniti a livello campale o divisionale proprio per meriti di guerra. Come, quando e perché, non essendo la cosa mai stata ufficializzata, non ci é dato saperlo, almeno per ora.

DI CHI é LA TESTA DEL MORTO?

Christian Ortner nel suo vecchio articolo su internet da cui abbiamo preso numerose informazioni e nel bel nuovo libro “Sturmtruppen” edito dalla Militaria Verlag non si sbilancia sulla provenienza del simbolo principale utilizzato (Il Totenkopf) su tali Insegne: la sua teoria deriva dall’ evento della consegna di una insegna col Totenkopf, da apporre sulla manica sinistra della giubba, consegnata al Garde Reserve Pionier Regiment tedesco nel luglio del 1916, dopo la 150° missione come unitàspeciale lanciafiamme.

Foto 1 - Particolare del distintivo lanciafiamme sopra citato.( Copyright Rastatt Musem – Deutschland)


Tale Reggimento prese servizio anche nei Battaglioni d’Assalto di Rohr e sembra che presso Beauville, dove le truppe Austriache stavano effettuando i Corsi d’Assalto, i soldati avrebbero notato e portato in patria ( o in Battaglione…) l’idea per tale distintivo.
Secondo il mio parere non sarebbe in ogni caso da escludersi una derivazione sempre Germanica, ma decisamente più antica: ben prima del XIX sec. Infatti in Germania esistevano gli Schwarze TotenkopfHusaren, che potevano vantare tra le proprie file niente meno che il Maresciallo Von Mackensen e il Kronprinz Wilhelm von Preußen, il cui Totenkopf esibito sui loro Pelzmützen, ricorda nel realismo molto da vicino i Totenkopf Austro-Ungarici di cui questo “studio” sta trattando (In linea di massima, pur con alcune differenze “grafiche” si può dire con una certa certezza che ci sia una discendenza comune per il teschio degli Ussari Neri, per quello delle Sturmtruppen, per quello dei Freikorps e infine per quello delle SchutzStaffel)

Foto 2 - Fotografia del Kronprinz Wilhelm von Preußen (Pubblicata su Axis Forum senza citazione di Copyright).
Foto 3 - Tipologia di questo teschio esibito sul copricapo di questo Ussaro, 1915 ca. (Copyright Robin Lumsden).

 

Foto 4 - Esempio di Totenkopf da Pelzmütze della mia collezione.

@ Per informazioni supplementari sugli Schwarze Totenkopfhusaren linkiamo un bel thread di Mr. Robin Lumsden su Axis Forum
http://forum.axishistory.com/viewtopic.php?p=416089&highlight=#416089
@ Per maggiorni informazioni sull’articolo di Christian Ortner sugli Sturmtruppenabzeichen in generale potete consultare la seguente pagina web in Inglese
http://www.austro-hungarian-army.co.uk/badges/sturmtruppen.html
@ Se siete interessati al nuovo libro di Ortner sulle Sturmtruppen Austro-Ungariche visitate il sito della Militaria-Verlag presso
http://www.militaria.at/neu

 

IL DISTINTIVO GENERICO “STURMTRUPP – G. Gurschner Wien VII/2”

Il Distintivo a mio parere più realistico e in ogni caso più conosciuto a livello collezionistico, é il cosiddetto Distintivo Generico Sturmtruppen “G. Gurschner Wien VII/2”.

In Area Collezionistica e da parte degli appassionati di Militaria si fà riferimento a tale abzeichen con il termine “Brevetto Sturmtruppe”: l’uso di questo termine nasce dal fatto che una delle teorie più diffuse, come abbiamo già visto prima, propende per un utilizzo ed un conferimento non ufficiale dello stesso dopo il superamento dei Corsi di Arditismo; non é possibile ne confermare pienamente ne tanto meno sconfessare questa tesi in quanto ne mancano gli elementi storici e i documenti per poterlo fare, l’unica cosa certa é che se cosi fosse stato, cosa molto probabile, si sarebbe trattato in ogni caso di un pratica non ufficiale che avrebbe dovuto essere trasformata in ufficiale proprio quando la guerra si concluse.

Il Progetto e la realizzazione di tale Distintivo appartiene all’ Atelier G.Gurschner, Wien VII/2, sito all’epoca in Lindengasse 9 a Vienna e di proprietà del famoso scultore di bronzi e artista Liberty Gustav H. Gurschner, nato a Bolzano (1873 - 1970): questo Atelier divenne in poco tempo, assieme al famoso Arkanzas Buda-Pest, il migliore tra i produttori di Kappenabzeichen, sfornando alcuni distintivi a dir poco spettacolari come ad esempio l’opera d’arte “Kaiserschützen Regiment I” o il “11 Armee Tirol 1916” tanto per citarne solo alcuni.

Del Distintivo Generico Sturmtruppen “Gurschner Wien VII/2” si sà ben poco, sia della sua storia che della data della sua produzione; sarebbe interessante sviluppare un discorso su tale argomento ma a quanto pare, avendo cercato a destra e a manca, sembra non essere affatto semplice recuperare notizie storiche riguardanti i prodotti e l’ Atelier Gurschner: benvenute saranno dunque tutte le ipotesi e le novità trovate a riguardo.

Artista conosciuto o meno, ciò non toglie che il disegno di tale distintivo sia una vera e propria opera d’arte Liberty: il carattere della scritta “Sturmtrupp”, le “palline” dell’arco superiore, i due “vortici” ai lati, il fiocco nella parte bassa e lo stesso macabro realismo del teschio che irradia come se fosse un simbolo positivo e solare, tutto ciò denota uno strettissimo legame con l’ Art Nouveau dei primi decenni del 1900 e la sua “decadente” psicologia.

L’accuratezza, la superba ricercatezza dei dettagli, i basso rilievi perfetti e senza sbavature, lo splendido stampo ricercato e lavorato al millimetro degno di un miniatore medievale fanno meritare a questo Distintivo il primo posto sul podio della Faleristica di tutte le epoche, eguagliato in bellezza e precisione di esecuzione forse solamente dal Bandenkampfabzeichen del Terzo Reich.

@ Per ulteriori notizie riguardanti Gustav H. Gurschner e il suo Atelier consultare il seguente link

http://www.salzburg.co.at/gurschner/Bildhauer_Gurschner/

Andando ad analizzare il Distintivo nella sua dimensione più “Reale”: quasi tutti gli esemplari esaminati sono prodotti in metallo grigio Antimonio/Zinkbleck (ovvero Kriegsmetall) per la misura grande e in Antimonio od Ottone per le misure piccole.
Ma andiamo passo passo all’analisi dei dettagli dei quattro esemplari originali della mia collezione: tutte le foto, salvo diversa indicazione, provengono dal mio archivio personale; se ne autorizza in ogni caso la divulgazione e la catalogazione per motivi collezionistici e di studio.
Nel caso di foto pubblicate sul net anonimamente senza citazione di copyright siamo ovviamente disponibili a riportare in futuro i dati del vero proprietario se esplicitamente richiesto.

Esemplare#1
Distintivo di misura “Grande”, Antimonio, condizioni d’uso evidenti, ottima conservazione, integro e completo di spilla.

Foto 5

In questa foto possiamo ammirare il Distintivo in tutta la sua macabra e affascinante realisticità. Da notare il colore dell’ Antimonio, che dona al distintivo una tipica sfumatura grigioverde, ovvero una delle armi principali che gli esemplari originali hanno nei confronti dei falsi: data infatti l’unicità storica della produzione del Kriegsmetall, lega prodotta con metalli di recupero bellico, é decisamente difficile (quasi impossibile) al giorno d’oggi riprodurre l’esatta tonalità e consistenza di questo composto ferroso.
Sono visibili i “raggi” che si irradiano dal teschio, quasi impercettibili ma presenti: importanti anche le “esplosioni” proprio sull’ovale che contiene i raggi, ovvero delle “palline” più scure (se ne notano due all’altezza della tempia e dello zigomo sinistro del teschio) in confronto al colore di fondo, caratteristica riscontrata su molti esemplari originali e probabilmente dovuta a reazioni chimiche che l’usura o l’esposizione atmosferica hanno innescato (ossidazione?).
Sul lato sinistro proprio alla congiunzione tra l’arco superiore e la corona di alloro si può notare un “distorcimento” del metallo dovuto probabilmente alla fase di stampaggio, quando il pezzo venne staccato dalla sua matrice.

Foto 6

Particolare della parte frontale superiore: da notare l’arcata che contiene la scritta “Sturmtrupp” formata da pallini, i due “vortici” di contenimento e il carattere della scritta stessa, tutti indiscutibilmente riconducibili ai canoni artistici dell’ Art Nouveau.
Fate anche attenzione ai “raggi dispari”, uno piccolo uno grande, poco marcati ma ben visibili.

Foto 7

Particolare della parte centro-frontale del distintivo: da notare le già citate “bollicine” più scure, tre alla sinistra e una alla destra del teschio, di cui le due a sinistra denotano una “bollicina bianca” nella “bollicina”, come una piccola esplosione dettata dall’ossidazione o dall’esposizione agli eventi atmosferici.
Molto interessante poi il particolare delle bombe a mano “ancorate” alla corona d’alloro tramite un nastro passato all’interno dei ganci di trasporto delle stesse.
Fate attenzione anche ai quattro curiosi piccoli “buchetti” due in parte al setto nasale e due sul mento, riscontrati anche in altri Sturmtruppenabzeichen con l’effige del Totenkopf.

IMPORTANTISSIMO: Alcuni collezionisti sostengono, senza però consolidarle con informazioni a riguardo ne a livello di produzione ne di altra sorta, che siano stati prodotti anche Distintivi originali sprovvisti della lettera G, stampata proprio sotto il mento del teschio.
Non sono assolutamente d’accordo con questa tesi in quanto penso che la lettera G si riferisca non ad Atelier Gurschner come produttore ma bensi a Gustav Gurschner come artista e dunque disegnatore della stessa bozza (sui Kappenabzeichen infatti solitamente sul fronte si trovava l’eventuale firma dell’artista mentre sul retro quella del produttore e l’eventuale indirizzo…non ci sarebbe motivo di ripetere due volte la stesso logo di produzione occupando spazio inutilmente su di un distintivo di per se già di dimensioni contenute): ovvero Gurschner avrebbe prima disegnato e in seguito prodotto il distintivo nel suo Atelier; trovo pertanto strano che un Artista rinomato com Gurschner avesse lasciato che una sua opera d’arte venisse prodotta anche da un altro Atelier, magari senza poterne nemmeno controllare gli standard di esecuzione nel pieno rispetto della sua Opera. Mentre per il Bertle, disegnatore del KSR I prodotto sempre dall’ Atelier Gurschner Wien VII, si potrebbe anche avvalorare la tesi che vedono il distintivo prodotto da vari “appalti” (anche se la cosa mi risulta in ogni abbastanza “dubbia”…), credo che per questo distintivo tale ipotesi non sia nemmeno paventabile. Per quel che mi riguarda ho sempre reputato originali solamente i distintivi riportanti la G, anche se a onor del vero ammetto di non aver mai visto nemmeno una copia convincente di questo abzeichen sprovvista di tale lettera.

Foto 8

Particolare della parte inferiore del fronte del distintivo: si intravedono perfettamente il nastro che passa tra i ganci di trasporto delle bombe a mano e passa dietro alle stesse per annodarsi tra i manici e dar vita al fiocco sottostante.
Vanno inoltre notati i coperchi di innesto dei manici delle granate, molto ben particolareggiati: inoltre altri tre “buchetti” compaiono sui manici delle stesse all’altezza del corpo di carica esplosiva.

Foto 9

Particolare della G e dei denti spaccati del Totenkopf.

Foto 10

Vista generale del retro del distintivo.

Foto 11

Particolare dello spigolo vivissimo, quasi tagliente, caratteristica di questi distintivi.

Foto 12

Particolare del marchio dell’Atelier G.Gurschner Wien VII/2: il marchio é sempre in rilievo, mai inciso.
Fino ad ora non si é avuta notizia di nessun serio tentativo di imitazione di tale marchio: sono usciti alcuni distintivi prodotti negli USA riportanti il marchio ma con dicitura errata ovvero Burschner Wien.
Notare i caratteri del marchio, tipici della produzione Gurschner e riscontrabili anche in altri Kappenabzeichen.

Foto 13

Particolare della reazione causata dalla saldatura del materiale ferroso della spilla: caratteristica in moltissimi originali l’ossidatura nata da questo processo é riscontrabile come una zona bianco/argentata opaca di parvenza “polverosa” e rugosa al tatto, sempre nella medesima posizione dell’esemplare fotografato.
Da notare anche il perfetto posizionamento e la perfetta forma della spilla, uguale in quasi tutti gli esemplari originali di misura media.

Foto 14

Particolare della spilla, saldata sempre orizzontalmente rispetto al distintivo.

Foto 15

Particolare del “vortice” della spilla.

Foto 16

Particolare del marchio G sul retro.

Foto 17

Particolare del retro inferiore del distintivo. Da notare gli spigoli vivi delle bombe a mano incrociate.

Foto 18

Paragone tra i due Fronte dei miei due distintivi di misura media.
Il primo, già studiato pocanzi, é quello leggermente più scuro (a causa forse di una leggerissima variazione cromatica dell’ Antimonio o forse anche all’usura e alla sporcizia): il secondo é sempre di misura media, un pò più chiaro, privo di spilla e con alcuni danneggiamenti sul retro dovuti credo ad un tentativo di riparazione della spilla.

Foto 19

Paragone tra i retro dei due distintivi di misura grande.


Esemplare#2

Foto 20

Particolare del danneggiamento sul fronte del distintivo più chiaro.
Da notare la crepa tra la lettera U e la lettera R.

Foto 21

Particolare del marchio G, evidenziato chiaramente.
Da notare anche qui la presenza dei “buchetti” sui manici delle Stielhandgranaten posizionati vicino alla testa di carica.
Fate caso anche allo sporco creatosi tra le fessure più profonde, tipo tra il nastro nel fiocco.
Notare la precisione del disegno dei cappucci di contenimento della perla d’innesco sul fondo dei manici delle bombe a mano.

Foto 22

Particolare del danneggiamento dovuto ad un tentativo di riparazione tramite saldatura probabilmente a stagno.
Da notare il marchio Gurschner, appena visibile a causa del danneggiamento.

Foto 23

Particolare della lettera G impressa vista dal rovescio.
Da notare i bordi vivi e i raggi nell’ “ovale” appena percettibili.

Foto 24

Sembrerebbe che il Distintivo “G.Gurschner Wien VII/2” sia stato prodotto in tre misure: due, la piccola (4,5cm) e la grande (7,5cm), sono qui’ esibite: una terza (5,5cm), leggermente più piccola della grande, sembra essere in circolazione, o almeno questo é quello che sostiene l’Ortner, proponendo una foto, di seguito pubblicata, tratta dal Catalogo Ulbricht del 1917/18 dove i codici di riferimento sono 3317 per il distintivo di misura piccola e 3267 per quello di misura grande (e per la media?).
Giusto per la cronaca, allo stadio attuale non sono riuscito a trovare ed esaminare nessun distintivo di misura media. (Copyright Ulbricht)

Analizziamo ora altri due esemplari della mia collezione, entrambi di misura piccola, uno in Antimonio, l’altro in Ottone, entrambi in buone condizioni, anche se il secondo sembrerebbe molto usato a vedere dall’usura del teschio e dei caratteri sull’arco superiore. Fare attenzione al fatto che le misure piccole non riportano il marchio di produzione Gurschner sul retro ma solamente la G impressa come di consuetudine sul fronte.

Esemplari #3 e #4

Foto 25

Da notare le “bollicine” chiare sull’esemplare di fronte, mentre sul retro interessante é la spilla variante posta verticalmente (come in tutti gli originali di misura piccola), l’ossidazione/ruggine cresciuta sulla stessa e il retro “splendente” tipico di molti Kappenabzeichen in Ottone.

Foto 26

Da notare la spilla standard correttamente saldata verticalmente come in tutte le misure piccole e l’ossidazione centrale del retro sul distintivo in Antimonio: sul distintivo in Ottone notiamo invece l’usura della scritta sull’arco superiore e il colore molto più “spento” rispetto al retro, cosa tipica di molti Kappenabzeichen.

Foto 27

Particolare delle “bollicine” d’ossidazione del distintivo in Antimonio.

Foto 28

Particolare della lettera G nel distintivo in Antimonio.

Foto 29

Particolare dell’ossidazione che ricopre quasi tutto il retro superiore del distintivo in Antimonio.

Foto 30

Particolare della saldatura della spilla e dell’effetto “rugoso” dell’ossidazione.

Foto 31

Particolare dell’usura della scritta sull’arco superiore nell’esemplare in Ottone.
Da notare le macchie più scure dovute all’abrasione che rivelano il diverso colore di fondo.

Foto 32

Da notare la G, i raggi e i “buchetti” sui manici delle stielhandgranaten.

Foto 33

Particolare della saldatura superiore della spilla in variante, i raggi e dei tipici bordi vivi.

Foto 34

Particolare del gancio variante per la spilla e delle macchie scure all’interno delle bombe a mano.

Foto 35

Foto di gruppo per rendersi conto delle proporzioni tra le due diverse misure.


LE VARIANTI

Come abbiamo già visto, sembra fossero tre le misure standard di tale abzeichen: per quel che invece riguarda il materiale usato possiamo dire con certezza che esistano pochissimi pezzi dello stesso abzeichen minuziosamente lavorati in Argento, cosa tipica anche per molti kappenabzeichen (Vedere l’esemplare sul libro “Sturmtruppen” di Christian Ortner).

Foto 36
Foto 37

Và ricordato che esiste una variante riportante anche sul retro la dicitura “Sturmtruppe” assieme al marchio di produzione Gurschner: nell’esemplare esibito quà sotto, lo spillone é saldato verticalmente come nelle Misure Piccole, forse per permettere la miglior visione dei marchi (Copyright Maurizio Mauri)

Prendiamo ora in considerazione invece delle varianti o derivanti dallo stesso.

Foto 38

Variante con la scritta “Stosstrupp” in carattere identico all’originale: da notare il numero 1 posto sopra il nodo del nastro sulle bombe a mano incrociate.
Sembra si tratti di un Distintivo non Generico ma bensi di Unità.
é considerato da molti esperti come originale. (Pubblicata nel web priva di copyright )

Foto 39

Variante smaltata con la dicitura (K.K. Sturmbaon 21): da notare la differenza sostanziale di alcuni particolari del distintivo (in particolare le bombe a mano): interessanti anche i due “vortici” dipinti in nero e lo smalto trasparente rosso nell’ovale deli “raggi”. Anche questo é un distintivo di Unità ed é considerato come rarissimo originale.

Foto 40

Variante cosiddetta “Brigata D’Assalto Polacca”.
Questa esibita é una copia del cosiddetto distintivo “Variante Polacca” e differisce da quello considerato come originale solo per la dicitura “Sturmtrupp” che solitamente non compare, lasciando l’arco superiore vuoto e liscio.
L’Ortner nel suo nuovo libro “Sturmtruppen” dichiara di credere che la variante “Polacca” sia veramente esistita e dunque originale: nel suo libro propone infatti una fotografia di tale distintivo (ovviamente senza scritta “Sturmtrupp”, pagina 298) tratto con buone probabilità dal catalogo d’aste Rauch del Giugno 2005, dove tale distintivo era stato messo in vendita (Numero di Catalogo 1332).
Tale distintivo denotava stranamente un bel colore, molto simile a quello Kriegsmetall, ma il disegno risultava assolutamente diverso (Non come nello “Sturmbaon 21” o nello “Stosstrupp” dove le variazioni sono minime e il teschio denota più o meno gli stessi “tratti somatici”) e lo stampaggio tramite una matrice completamente rilavorata e ridisegnata (Il teschio non ha niente in comunque con gli originali standard): apparte questo va detto che il pezzo pubblicato dall’ Ortner presenta un sistema di aggancio sul retro abbastanza sospetto per un abzeichen Austro-Ungarico, ovvero un vite e un conseguente bullone tipico di alcune Croci di Ferro Tedesche di I Classe, progettato per essere fissato all’asola di un bottone od un buco sulla tasca pettorale della giubba.
Và ricordato che negli ultimi anni, guarda caso dalla Polonia e da tutto l’ Es,t europeo sono arrivati sui nostri mercati parecchi distintivi, per lo più derivati da modelli del Terzo Reich, riportanti sul retro questo strano sistema di aggancio, assolutamente atipico per un Kappenabzeichen.
La mia opinione su tale Abzeichen, sia riguardante la versione “originale” sia sulla “copia” qui’ pubblicata, é in ogni caso totalmente negativa.
(Pubblicato da Marcus Wendel, privo di indicazione di Copyright, Axis Forum)

@ Copie di questo distintivo sono in vendita assiema ad altre copie del Gurschner “standard” presso questo indirizzo web
http://www.soldat.com/ord%20%20Imperial%20&%20Frikorps.htm

Foto 41

Questo Distintivo Reducista del 1932, in vendita da www.sammlerecke.at, é, come ben si può notare, derivato dal distintivo generico originale Gurschner Wien: non a caso infatti il teschio denota, seppur con meno precisione di particolari, lo stesso disegno e la stessa progettazione del Gurschner.
Nemmeno a farlo apposta l’Ortner nel suo libro appena uscito pubblica la foto (Pag. 303, secondo a sinistra) di un Distintivo Totenkopf metallico su supporto di stoffa rossa descrivendolo come distintivo generico Sturmtruppen in variante originale: chiunque potrà vedere che trattasi invece del teschio di questo Distintivo Reducista del 1932, ritagliato dal corpo dello stesso e cucito su di un telaio di stoffa rossa. (Copyright Bert Brandauer)

PIU' O MENO COPIE

Allo stato attuale, stranamente, a causa forse del costo per la produzione di stampi adeguati, il mondo dei Kappenabzeichen non é stato ancora sommerso di copie perfette, come invece é successo in molte altre branche della militaria.
Questo ci facilita e ci rassicura leggermente anche se é bene non abbassare la guardia: giusto pochissimo tempo fà si sono viste in giro delle copie del discretamente ben fatte, addirittura con retro a visione, cosa abbastanza rara se si pensa che la gran parte delle copie dei Kappenabzeichen é “Galvanoplastica” (a retro pieno).
Per quel che riguarda il Distintivo Gurschner Wien in particolare possiamo felicemente dire che per il momento non si sono ancora viste in giro riproduzioni che riproponessero in tutto e per tutto i canoni e i particolari degli originali, vista anche, come già accennato, l’unicità storica del Kriegsmetall.
Nei primi anni del 2000 sono uscite in circolazione alcune scarse copie provenienti dagli USA marchiati erroneamente sul retro “Burschner Wien VII”.
Ma andiamo ad analizzarne alcune, partendo dalle più scandenti per arrivare all’unica copia discreta scoperta fino ad ora.

Foto 42

Copia scandalosa del Gurschner Wien di misura media in vendita da www.xxxxxxxxxx.xxx e su ebay , non servirebbe nemmeno entrare nei dettagli per riconoscerla come tale: il disegno é completamente diverso dall’originale, non solo i particolari del teschio sono decisamente più grossolani, i raggi sono assolutamente incorretti, i dettagli delle bombe a mano non sono nemmeno quelli di una reale Stielhandgrenate.
In più tutti i particolari sono poco marcati, stampati male: infine la spilla sul retro oltre che falsa é anche saldata in maniera non corretta per una misura media e il “soldino” dove la spilla fà perno non esiste in nessun originale d’epoca.
(Copyright www.militariahouse.com)

Foto 43

Idem come sopra: in questo caso si é tentato, senza sucesso di riprodurre una colorazione Kriegsmetall.
Da notare la mancanza della lettera G.
(Copyright www.militariahouse.com)

Foto 44

Esemplare in vendita come originale da www.xxxxxxxxx.xx.
Da notare la forte somiglianza con le due precedenti copie, con l’unica differenza del colore molto più scuro di questo pezzo.
Anche in questo esemplare, come per i due appena esaminati, non serve andare a fondo per smascherare il falso.
Alcuni dicono che questo distintivo non sia altro che un Gurschner prodotto da un'altra ditta e pertanto originale: come già detto trovo alquanto dubbio che un’ opera d’arte come quella disegnata dal Gurschner sia stata abbandonata alle mani del “macellaio” che ha prodotto la bruttura qui’ sopra esibita.
La cosà é molto dubbia, non a caso inserisco tale pezzo nella sezione “copie” in quanto é di questo che penso si tratti.
Il mio giudizio a riguardo rimane infatti totalmente negativo: non metterò mai un pezzo del genere in collezione, in quanto credo che non sia degno della compagnia, data la fattura spartana e sgraziata, di un Gurschner Wien originale. (Copyright Bert Brandauer)

Foto 45

Particolare fronte e retro di un altro esemplare della medesima serie di copie: non serve nuovamente elencare i passi falsi di chi ha prodotto tale distintivo: l’assenza della lettera G da sola basta e avanza per chiudere la descrizione di tale abbominio.
(Pubblicato da Andy19, privo di indicazione di Copyright, Wehrmacht-Awards Forum)

Foto 46

Particolare del fronte di una delle poche copie decenti trovate sul mercato: apparte il colore sbagliato, che “dovrebbe” riprodurre il Tombak, và però notata l’accuratezza dei particolari fedelissimi quasi in tutto all’originale.
Per la prima volta troviamo anche il marchio G, ben impresso e decisamente convincente.
Unica grossa pecca del fronte di questo esemplare sono i “crateri” sulla scritta, il teschio e le bombe, casuati probabilmente da uno stampaggio a colata calda: cosa impossibile per un originale, stampato sempre a pressa.
Nel contesto generale comunque un fronte distintivo più che convincente.
Notato spesso in vendita anche su ebay.
(Pubblicato da Nutmeg, privo di indicazione di Copyright, Wehrmacht-Awards Forum)

Foto 47

Particolare del retro di questa discreta copia; a differenza del fronte, qui si possono notare più facilmente gli errori del falsario.
A parte il “fantasma” obverso del disegno frontale, molto più preciso e marcato negli originali, possiamo dire che i due “crimini” principali tramite i quali possiamo facilmente identificarla come una copia sono la spilla di stampo moderno, assolutamente falsa e mai riscontrata su nessun originale (notate l’attacco “rettangolare” completamente errato) e l’assenza del marchio G, che invece compare sul fronte. (Pubblicato da Nutmeg, privo di indicazione di Copyright, Wehrmacht-Awards Forum)

EVIDENZE FOTOGRAFICHE D’ EPOCA
Essendo stato il distintivo Gurschner Wien dedicato esclusivamente alle Sturmtruppen, ed essendo state le stesse solo una piccola parte dell’ Esercito Austro-Ungarico, risulta chiaro che le evidenze fotografiche d’epoca che lo ritraggono sono quantomeno rare.
Le uniche in circolazione sono quelle della pagina web di Christian Ortner dedicata agli Sturmtruppenabzeichen, già segnalatavi, e dalla quale abbiamo attinto ovviamente a piene mani: alcuni altri esempi sono pubblicati del libro, anche questo già citato, “Sturmtruppe”, sempre dell’ Ortner.
Le seguenti foto sono Copyright del sito
http://www.austro-hungarian-army.co.uk

Foto 48

Evidenza fotografica d’epoca risalente all’anno 1936.
Il Distintivo Gurschner misura Grande portato dal Feldwebel Walter Nödl
sulla tasca sinistra della propia giacca: Nödl fù membro dell’ IR 92 e venne affiliato allo Sturmhalbbattaillon Riva dove si guadagnò la Medaglia D’oro al Valor Militare durante l’attacco a Dosso Alto il 3 Maggio 1918.
La lontananza da dove é scattata la foto non permette un esame accurato ma sembra come che il suo distintivo sia posto sopra una base di stoffa o feltro, dando come l’impressione di un bordo molto più esteso.

Foto 49

Il Professore Martin Busch, Leutnant del Kaiserschützen Regiment I, porta il distintivo di misura grande, forse in versione Tombak, sulla tasca sinistra della propria giubba.

Foto 50

Un Assaltatore dei Gruppi Ciclisti porta il distintivo misura grande sul suo Feldkappe.

Foto 51

Membro di un unità sconosciuta porta il distintivo di misura grande sulla tasca della giubba.


CONCLUSIONI

Pur con innumerevoli sforzi, pur dietro la pubblicazione di quasi 50 foto di cui molte inedite e tratte da varie collezioni, dopo traduzioni varie e una valanga di informazioni ai più sconosciute, alla fine siamo riusciti finalmente a pubblicare questo mini “Trattato” sullo Sturmtruppenabzeichen “G. Gurschner Wien VII/2”.
Data la complessità dell’argomento, data la difficoltà della raccolta della informazioni, il più delle volte deformate dal passare degli anni, dai danni della guerra, dal mondo dei falsari, dalle leggende del circolo “Militaria”, modificate dato tutto ciò, seppur consci di aver pubblicato sicuramente, per quanto possibile, il più completo e “chiarificatore” trattato su tale distintivo, ci rendiamo in ogni caso conto che la “battaglia” non sia assolutamente finita.
Numerose sono ancora, la fuori, le informazioni a riguardo, le foto d’epoca, le varianti, le copie: là fuori esiste ancora un mondo che Internet non é, non si sà se ciò possa essere ritenuto un bene o un male, ancora riuscito a raggiungere, un mondo che ha vissuto e continua a vivere dopo quasi 100 anni in qualche cassetto polveroso e ammuffito, in qualche soffitta pericolante, in qualche libreria stantia, in qualche casa di uno qualsiasi dei nostri nonni.

NB - Potete pubblicare le vostre scoperte a riguardo sul Thread nato da questo articolo e sviluppato sulle pagine del Forum Militare di questo sito.

RINGRAZIAMENTI
Mi sembra doveroso citare tutti coloro che hanno contribuito con informazioni e aiuti di vario tipo alla realizzazione di questo “trattato”.

Giusto una citazione dunque per Walzorzi per il supporto e l’amicizia, Maurizio Mauri e Sterno per le foto e le informazioni in loro possesso, Flombardi per la dritta dello Svajncer e infine Francesco e Denis del Forum Italiano per i consigli e l’aiuto spassionato.

BIOGRAFIA E REFERENZE
Libri
- “Sturmtruppen” di Ortner Christian, Verlag Militaria 2005.
- “Uniformi e Armi”, numeri varii, annate varie.
- “1915-1918 Dallo Stelvio al Piave” di Collodel/Romanzi, Edizioni Seisera 2005.
- “Kappenabzeichen” di Roberto Todero, Gaspari Editore 2003.
- “Österreich-Ungarn für Kollektionäre“ di J.J.Svajncer, Militaria Slovenika1991.
- “Le truppe d'assalto austro-ungariche nella grande guerra (1915-1918)”
di Massignani Alessandro
, Ed.Rossato 1995.
- “D. Rauch” Catalogo d’Asta Kappenabzeichen, 29 Giugno 2005.

Web
@ www.kappenabzeichen.it
@ www.wehrmacht-awards.com
@ http://forum.axishistory.com/
@ www.weitze.net
@ www.sammlerecke.at
@ www.austro-hungarian-army.co.uk
@ www.soldat.com
@ www.militariahouse.com