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I paracadutisti della Repubblica Sociale Italiana

I paracadutisti della Repubblica Sociale Italiana, 1943 - 1945

a cura di Paolo Marzetti

Ripubblicato in sunto dalla rivista AMILITARIA (Marzo 1989)

Con l'armistizio di settembre 1943 per tutti i combattenti Italiani, così pure per i paracadutisti, avviene la "grande scelta", passare dalla parte degli alleati come il Re ed il Maresciallo Badoglio (vedere il prossimo articolo sulle Forze Cobelligeranti) o mantenere l'alleanza con la Germania "per l'onore dell'Italia".

Per l'onore dell'Italia è la parola d'ordine da quei paracadutisti che, senza essere fascisti, pensavano che il tradimento, anche quello di un alleato ingombrante, non pagasse e che fosse meglio perdere la vita che l'onore.

Vennero anche soprannominati "Repubblichini" e qualcuno di loro paga ancora questa scelta nell'Italia di oggi, nessun alleato o nemico dell'epoca ha mai messo in dubbio il valore ed il coraggio dei paracadutisti della RSI

L'Armistizio dell'8 settembre 1943 vede impegnarsi con i Tedeschi le unità paracadutiste seguenti: due battaglioni della Divisione Nembo, quasi tutti i componenti dei due battaglioni che costituivano la Divisione Ciclone, ancora incompleta nel 1943, quasi tutti i battaglioni Nuotatori Paracadutisti del Battaglione S. Marco della Marina, la maggioranza degli ADRA (Arditi Distruttori della Regia Aeronautica) e parecchie compagnie del X Regt. Arditi.

I NP (Nuotatori Paracadutisti) del Reggimento S. Marco sono messi a disposizione della nuova Marina Repubblicana con una missione particolare di ricognizione dietro le linee nemiche, la maggioranza del X Regt. Arditi segue la 2ª Fallschimjägerdivision sul fronte russo, mentre gli ADRA e gli uomini della Nembo uniti, sono incorporati nella nuova Forza Aerea Repubblicana, dove vanno a formare il Raggruppamento Arditi Paracadutisti, che comprende all'incirca 4000 uomini, tutti volontari.

L'addestramento non si fece senza problemi, compresi quelli della mancanza di paracadute e di velivoli da trasporto, i quali erano stati tutti requisiti dai tedeschi, ma il Generale Kurt Student comandante del XI° Fliegerkorps, comprende l'interesse della formazione di nuove unità italiane, e permette l'istituzione della Scuola di Tradate, vicino a Varese. Un certo numero di paracadutisti sono addestrati in Germania, presso la Fallshirm-Schule di Friburg mentre degli istruttori tedeschi addestrano due battaglioni in Italia, così si formano tre battaglioni, il 1° Battaglione Folgore, il 2° Battaglione Nembo ed il 3° Battaglione Azzurro.

Un parà italiano con dei colleghi tedeschi, notare lo speciale gilet con sette tasche sul dorso.
Un giovane paracadutista con il nuovo distintivo da braccio e l'ultimo tipo di mostrine (Mesturini)


A sinistra:

un paio di mostrine Mod.1942, portate con o senza gladio della RSI

 

 

 

 

 

A destra:

porta caricatori a sei tasche, uno dei numerosi modelli utilizzati per il MAB 38A dalla RSI.

 


Fibbia per cinturone speciale adottata il 1° agosto 1944 e fabbricata dalla ditta milanese Johnson

 

Durante gli sbarchi alleati di Anzio e Nettuno, un primo contingente di 300 uomini del Battaglione Nembo entra in azione, sotto l'egida della 4ª Fallschirmjägerdivision, contro le unità scozzesi della 1ª Divisione britannica. La resistenza italo-tedesca è accanita ma i mezzi messi in campo dagli alleati sono giganteschi ed essi finiscono per prevalere.

Circa 150 paracadutisti sono uccisi durante questi duri scontri.

Nello stesso momento, l'addestramento dei tre battaglioni di paracadutisti (Nembo-Folgore-Azzurro) si sta completando, così come quello del Regt. Arditi Paracadutisti Folgore che è inviato al completo in prima linea a sud di Roma, nella primavera del 1944; i parà italiani sono opposti a truppe britanniche e la loro resistenza sarà così formidabile da impedire agli inglesi di entrare a Roma per primi, questa gloria aspettarà agli americani.

La lenta ritirata verso nord costa all'unità 900 paracadutisti, morti, feriti o fatti prigionieri, e il Regt. Folgore è la sola unità del Fronte Sud a ricevere gli onori del bollettino dell'OKW, mentre il Generale Student fa pervenire ai paracadutisti un messaggio speciale di felicitazioni da parte di tutta la Luftwaffe.

Numerose "Medaglie d'oro al Valor Militare" ma anche numerose Croci di ferro di 1ª Classe, ricompensano i parà della RSI.

Dopo queste azioni, il Reggimento Folgore beneficia di un enorme afflusso di volontari: i giovanissimi delle classi 1926, 1927 e 1928 e i membri di numerose unità della ANR che non hanno mai avuto l'occasione di combattere in ragione della mancanza di apparecchi.

All'inizio di dicembre 1944 i paracadutisti  sono inviati sul Fronte Alpino dove essi affrontano i Chasseur Alpins francesi e sono utilizzati nelle azioni anti-guerriglia.

Al crollo della Repubblica Sociale italiana nell'aprile 1945, le unità di paracadutisti impegnate sulle Alpi si arrendono agli americani con gli onori militari, mentre le unità utilizzate nel nord Italia ottengono gli stessi favori dei rappresentanti delle forze armate co-belligeranti.

Con l'imprigionamento quasi generale di tutti i membri delle forze armate della RSI, che segue di poco la resa agli alleati o alle forze del governo Badoglio, termina la breve ma indimenticabile epopea di questi combattenti italiani.

Dei membri del Battaglione Nembo sul fronte di Nettuno;

notare lo stendardo,i Samurai, i porta caricatori alla tedesca e i fregi

sugli elmetti. (solo alcuni portavano il fregio,privato di corona reale)


A sinistra:

Sottotenente (notare il grado per l'aeronautica) con le mostrine impropriamente cucite sul bavero della combinazione da lancio mimetica

notare la sorprendente presenza della stella reale sulle mostrine adottate per i parà della RSI nell'agosto 1944

 

 

 

 

 

A destra:

Sotto-ufficiale del Battaglione Nembo, vestito in grigio-verde; notare il primo modello di mostrine e la banda al braccio.


A sinistra:

Celebre foto di propaganda che mostra un parà della RSI con il suo Beretta MAB38A e la banda "Per l'Onore d'Italia"

 

 

 

 

 

A destra:

Documento di assegnazione della "Medaglia di Bronzo al Valor Militare" al Reggimento Folgore dopo gli aspri combattimenti di Nettuno nella primavera 1944.


A sinistra:

Parà italiani e tedeschi a Anzio; i due italiani utilizzano una miscellanea di equipaggiamenti italiani e tedeschi.

 

 

 

 

 

 

A destra:

Gagliardetto del Battaglione NP con il motto "Più buio che a mezzanotte non viene"


Divise, distintivi e armamenti

Fare la descrizione delle divise e  delle insegne dei paracadutisti della RSI suppone di tener conto di due periodi distinti.

Nel periodo seguente all'Armistizio delll'8 settembre 1943 tutti i paracadutisti della RSI continuarono a portare le divise delle loro unità di origine dell'Esercito, Marina ed Aviazione,  si tagliò solamente la corona reale dai brevetti e si tolse la stella a cinque punte dalle mostrine(spesso fu lasciata finno all'adozione del gladio). Questo simbolo reale sarà rimpiazzato a partire dal maggio 1944 con quello della RSI, un gladio in una corona di foglie di quercia.

Ma la più spettacolare  delle insegne adottate dai parà della RSI fu sicuramente la banda da braccio nera con bordi tricolori portante il motto "PER L'ONORE D'ITALIA" che fu anche il loro motto; questa banda da braccio fu creata dai membri dei due battaglioni della Divisione Nembo aggregati ai tedeschi, che la cucirono sulla manica sinistra della loro giubba.

L'idea naque quando alcuni paracadutisti ritrovarono, abbandonata in un fosso, un rotolo di stoffa destinato alla "Croce di Anzianità di Servizio" nella MVSN ed essi si fecero ricamare  la motivazione per cui essi combattevano.

Una buona parte dei 300 parà  del Battaglione Nembo inviati ad Anzio-Nettuno portavano ancora la divisa grigio-verde dei paracadutisti del periodo pre-armistiziale, ma altri furono equipaggiati con materiale tedesco (divisa da lancio mimetica e non, pantaloni, stivali da lancio) ed altri ancora con divisa da lancio mimetiche italiane, elmetti d'acciaio m1942 con telino mimetico.

Le mostrine sono di nuovo tipo senza stella ma con la scritta "Nembo; dal maggio 1944 si troverà anche una versione con la stessa scritta e il gladio RSI.


Mostrina del Btg Nembo portata con la stella o con il gladio
Mostrina del Btg Folgore  portata con o senza gladio

Mostrina ufficiale di tutti i paracadutisti APAR della RSI ,ancora con la stelletta regia.(La stelletta, in questo caso indicava lo 'status' militare prima dell'adozione del gladio.

Mostrina ufficiale dopo l'agosto 1944 con gladio.

 

A sinistra:

Due modelli successivi di distintivi da petto dei Nuotatori Paracadutisti e della X Flottiglia Mas

A destra:

Banda da braccio "PER L'ONORE D'ITALIA"

A sinistra:

Brevetto del Battaglione Mazzarini della G.N.R. portato sul petto

Il brevetto da paracadutista 1941 è ufficialmente abolito nel gennaio 1944, ma parecchi soldati continuano a portarlo, malgrado l'introduzione del nuovo brevetto degli Arditi Paracadutisti dell'Aeronautica Repubblicana (APAR), è un paracadute con un gladio, una granata e una fiamma, il tutto dentro una mezza corona di foglie di quercia e di lauro.

 

A destra:

Brevetto adottato nell'agosto 1944


A sinistra:

Vecchio brevetto da paracadutista M.1941 (esistono diverse varianti con piu' o meno corde)

A sinistra:

Insieme grigio-blu di un sottotenente paracadutista della RSI, la banda da braccio indica che si tratta di un sopravvissuto del battaglione Nembo.

A destra:

Dettaglio caratteristico del dorso  della divisa grigio-blu dell'Aviazione Repubblicana; questa divisa è identica a quella utilizzata dai paracadutisti della RSI.

In effetti tutti i paracadutisti della RSI sono ormai aggregati all'Aviazione e, alla fine del 1944, tutte le divise sono grigio-blu, inaugurando così il secondo periodo uniformologico. Le nuove insegne della Aviazione Repubblicana sono cucite sul berretto, ma molti paracadutisti provenienti dall'esercito continuano a portare il vecchio gladio alato, liberato della  corona reale. Le insegne di grado degli ufficiali di Aviazione (barrette di grado sormontate da una losanga) rimpiazzano all'inizio quelli dell'esercito ma molti ufficiali continuarono a portare i vecchi gradi. Solamente gli NP conservarono ufficialmente la loro divisa grigio-verde con i vecchi gradi da ufficiale

 

A destra:

Distintivo da berretto adottato prima della formazione dei reggimenti nel febbraio 1944


A sinistra:

Distintivo da berretto di vecchio modello senza la corona reale.

Tutto quello descritto può apparire caotico ma è l'esatto riflesso della realtà e le foto d'epoca mostrano che una certa uniformità non apparirà che verso l'agosto del 1944, con l'introduzione delle nuove mostrine (gladio ornato della RSI sormontato da un gladio alato con granata e fiamma) e di una fibbia da cintura di tipo tedesco ma con l'aquila ed il fascio della RSI sormontata da un paracadute.

 

 

A destra:

Elmetto mod. 1942 mimetico(coll.part.)


Se gli NP avevano il loro proprio distintivo portato sul petto, i paracadutisti dell'Aviazione non avevano nulla, esistono comunque, tra l'agosto 1944 e l'aprile 1945, quattro progetti di cui l'ultimo finalmente adottato troppo tardi per essere distribuito.
Modello non adottato (qualche esemplare fabbricato)
Modello per istruttore (non adottato) 
Modello non adottato (oro, argento, bronzo a seconda dei gradi qualche esemplare costruito) 
Modello adottato  all'inizio del 1945, (probabilmente non fabbricato)

 

Per quanto concerne l'equipaggiamento, si può segnalare che i parà che combatterono sulle Alpi utilizzarono delle divise mimetiche reversibili tedesche e divise da montagna mimetiche italiane.

I membri del Battaglione Mazarini e della G.N.R. (Guardi Nazionale Repubblicana) e il piccolo distaccamento di una ventina di paracadutisti dalmati conservarono la vecchia uniforme grigio-verde e il vecchio brevetto su fondo grigio-verde o nero, ma portavano un distintivo particolare in metallo dorato sul petto: un piccolo paracadute  sormontato da un'aquila portante il fascio (in effetti si tratta di una modifica del distintivo dei piloti della Regia Aeronautica) con l'aggiunta di una crestina per i secondi.

Furono utilizzati sia gli equipaggiamenti e gli armamenti del vecchio Esercito Italiano sia quelli della Werhmacht, l'arma principale fu il MAB 38/A accompagnato dal celebre corsetto porta caricatori "samurai", che poteva contenere 12 caricatori da 40 colpi e sei bombe a mano, il mauser 98k fu ugualmente molto utilizzato così come i vari modelli di Panzerfaust la mitragliatrice MG42

Pezzi e documenti della collezione dell'autore
Collezione di Marc Guérini
Collezione di Franco Mesturini

Tavole di Claudio e Luca Balducci

Bibliografia:

-  G. Pisanò: Storia delle FFAA della RSI, C.E.N. Roma 1967:

-  N. Arena: Per l'Onore d'Italia, 1987;

-  N. Arena:  Folgore, Storia del Paracadutismo Militare Italiano, C.E.N. Roma;

-  E. Sala & N. Arena: Parà, Ed F.P.E., Milano