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La borraccia della Wehrmacht

La borraccia della Wehrmacht

a cura di Giancarlo Persic (Mulòn)

E' uno degli oggetti che più ha caratterizzato l'esercito tedesco della seconda guerra mondiale.

La Feldflasche è un argomento che purtroppo non viene molto trattato nei vari testi dediti allo studio dell'uniformologia tedesca, se non a livello marginale e/o soprattutto, solo per i modelli canonici.

 

Questo scritto non vuole altro che essere un tentativo di mettere in pratica/teoria la conoscenza acquisita con lo studio pratico "sul campo", se mi è consentito dirlo, ossia il forum WorldWar (ma anche altri, italiani e stranieri) le varie fiere e gli amici che condividono questa passione.

La produzione delle borracce avviene in due distinti momenti fondamentalmente, ossia il primo periodo del conflitto, con l'uso di materiali di ottima qualità, come per tutto l'equipaggiamento tedesco, ed il secondo periodo, a guerra inoltrata, dove si andava a risparmiare su tutto, quindi anche sui materiali delle borracce.

Per scelta, in quanto non studiate, verranno lasciate fuori da questa discussione le borracce dei reparti politici e della Luftwaffe. In un secondo momento, il documento verrà, caso mai, integrato.


Come si presenta una borraccia

La borraccia della produzione iniziale,quella classica, ha un corpo in alluminio, da 750cl o 1l, ricoperto da del feltro di colore marrone, un cinghiaggio in pelle ed un boccale in alluminio smaltato di nero, affiancato successivamente da dei boccali di forma conica, anch’essi in alluminio e/o bachelite.

Il corpo in alluminio viene utilizzato fino al 1943, dopo di che si passa al ferro, anche se la produzione di corpi in ferro comincia già nel tardo 42.

Per i modelli in alluminio, la punzonatura del produttore si trova subito sotto alla filettatura per l'avvitamento del tappo, anch'esso in allumino e con la punzonatura nella parte superiore. La parte interna della borraccia, quella che va a contatto del tascapane, è leggermente incavata, quasi diritta, mentre la parte esterna risulta bombata.

Mentre le borracce “canoniche” hanno la capienza da 750cl, ci sono quella da GBJ (Gebirgsjager) e dei reparti della Sanità dove la capienza è maggiorata ed è di 1l ma le caratteristiche strutturali restano le medesime.

Il corpo in ferro comincia invece a prendere piede dal 1943. Si tratta di due lamine di ferro saldate tra di loro e smaltate o di rosso o di verde, ma queste ultime sono meno frequenti.

La punzonatura del produttore può essere presente oppure no su questi modelli, e si trova o subito sotto il collo del corpo a livello della saldatura o un po' più in basso.

Ci sono infine le borracce coloniali e le comunemente chiamate "noce di cocco" a causa della loro particolare “composizione” esterna, ossia un insieme di bachelite e legno, e la loro produzione si può circoscrivere agli anni 1941/42/43. Non c'è documentazione a riguardo di altre produzioni. Oltre a queste, sono coloniali anche tutte quelle borracce che hanno come cinghiaggio la canapa, quindi anche modelli comuni, ossia corpo in alluminio e/o ferro,feltro etc.




La copertura

Il feltro che ricopre le borracce è, all'inizio del conflitto, di qualità ottima, per perdere via via consistenza e qualità fino ai modelli di fine guerra dove veniva utilizzato del telo.

La copertura in feltro si ottiene mediante la cucitura di due pezzi del medesimo materiale e, come sistema di fissaggio, ci sono delle "clips" a pressione. A discapito di quanto si creda, non sempre questi bottoni presentano il classico disegno sul dorso. All’inizio della produzione, il materiale utilizzato per i bottoni è di qualità, quindi l'alluminio smaltato di nero e/o l’ottone, per poi proseguire dal 43 con il ferro.

Nel punto in cui si trovano questi bottoni c'è un rinforzo interno, in prossimità del quale è, in genere,presente la marchiature del produttore, anche se la medesima si può trovare nella parte opposta o addirittura sul bordo a contatto con il collo del corpo della borraccia.

La fodera è "completata" da dei passanti che a seconda della destinazione di utilizzo della borraccia, potevano essere in pelle (di varia tipologia) per i modelli continentali, in canapa per quelli coloniali. In ogni caso sono sempre fissati al feltro con delle cuciture che prendono dei contro passanti interni, anch'essi in pelle.

Ci sono tuttavia delle borracce di fine guerra che presentano caratteristiche differenti, nel senso che per la carenza di materiali prevedevano l'utilizzo di una tela di colore “neutro”, piuttosto che il feltro, il fissaggio lo si doveva a tre bottoni invece che 4 ed il passante in pelle risultava cucito o, negli ultimissimi modelli, rivettato.

A completamento di tutto,in ogni copertura c'è un borchia sottostante che serviva per il fissaggio del cinghiaggio.

Altra caratteristica di alcuni feltri, ossia quelli destinati ai GBJ ed ai reparti della sanità, è la presenza di un rinforzo esterno ovale nella parte della borraccia a contatto con il tascapane. L'ultimo tipo di copertura è quello delle noci di cocco, dove al posto del feltro l'alluminio è ricoperto da un impasto di bachelite e legno. Questo serviva, in teoria, a salvaguardare il contenuto della borraccia dalle forte escursioni termiche dovute alle loro zone d'impiego..


Il cinghiaggio

Segue l’evoluzione della borraccia e dei suoi materiali nel corso della guerra. Ad inizio conflitto si fa largo uso di un cinghiaggio di pelle di qualità liscio, impreziosito a volte, da piccole scanalature laterali.

Ci sono tuttavia cinghie di pelle granulosa, di pelle di porco, di pelle color nocciola per arrivare ai modelli di fine guerra poveri, ossia un misto di canapa e pelle di porco.

Ci sono poi, ovviamente, i cinghiaggi da abbinare alle borracce coloniali, fatti di canapa intrecciata e/o di cotone filato verde.
La struttura del cinghiaggio è però medesima per ogni borraccia, tranne che per i reparti della sanità che verranno descritti alla fine della pagina.


La struttura portante è composta da una cinghia che, per i modelli di produzione iniziale, passa la borraccia da parte a parte e che viene fissata a quest’ultima ancorandola alla borchia sottostante previo un foro, già presente, sul cinghiaggio stesso, e da un’altra striscia di pelle, più piccola, fissata all’interno della lunga mediante cucitura, la messa in tensione di tutta la struttura è garantita dal terminale di pelle forato bloccato a sua volta dal classico anello con perno,situato all’altra estremità della cinghia stessa.

Dal 43 in poi, sempre nell’ottica di risparmiare materiale, si possono trovare sistemi di fissaggio separati, quindi niente di strano se alcuni cinghiaggi non fanno “corpo unico.


La cinghia piccola è di fondamentale importanza perché termina con il tappo vero e proprio della borraccia (di cui si parlerà più avanti) e, generalmente, nella parte interna del pezzo di pelle che porta al tappo si trovano i marchi e/o le punzonature dl produttore.

C’è infine ancora una linguetta di pelle, fissata esternamente alla lunga,alla quale è fissato a sua volta il moschettone che serve per il fissaggio al tascapane. Anche il moschettone è solito presentare delle punzonature, che si possono trovare sia sul corpo esterno che all’interno del medesimo, ed anche in questo caso possono essere presenti come no .

Il cinghiaggio delle borracce mediche della sanità segue fondamentalmente le caratteristiche costruttive di tutte le altre,ma presenta dei rinforzi laterali a loro volta tenuti assieme ed uniti da un altro rinforzo superiore e che corre trasversalmente lungo tutta la circonferenza del corpo della borraccia.

Il tutto è completato da una lunga tracolla di pelle fissata agli appositi sostegni che fanno anche da giuntura al pezzo trasversale di sostegno precedentemente descritto.

Essendo a capienza maggiorata, il feltro presenta anche il classico rinforzo interno ovale.

Il gancio di sostegno al tascapane è un’altra differenza rilevante in quanto non è fissato mediante cucitura ma mediante l’aggiunta di un pezzo di pelle di dimensioni maggiorate e con due passanti interni attraverso i quali passa la striscia di pelle portante. Inoltre, tale gancio non è il solito moschettone ma una piccola staffa ricurva che veniva solo appoggiata sul cinturone, e questo per ovvi motivi dovuti al campo di utilizzo della borraccia che richiedeva prima di tutto molta funzionalità e facilità d’impiego.

Il discorso non cambia per le borracce coloniali, dove le strutture delle cinghie sono le medesime, cambia solo, ovviamente, il materiale d’utilizzo, ovvero la canapa e/o il cotone filato.

Una piccola differenza la si nota a livello della messa in tensione della cinghia di chiusura, ossia c’è un sistema tipo a incastro forzato. Tuttavia, ci sono anche delle cinghie che presentano degli occhielli o delle cuciture rinforzate che consentono la chiusura con il sistema canonico. I terminali delle cinghie sono impreziositi da dei puntali, marcati, in alluminio.

Ci sono comunque diverse varianti di cinghie coloniali,infatti si possono trovare abbinamenti bicolore o bi-materiale.


Il tappo

Ci sono 3 varianti di tappo:

1 - alluminio

2 - ferro

3 - bakelite nelle sue tre varianti, due nere ed una color marrone apposita per la noce di cocco di tarda produzione.


Tutti i tappi sono fissati al pezzo di pelle di sostegno tramite un rivetto che si trova nella parte superiore. All’interno del tappo ci deve essere un pezzo di gomma semi dura rossa o nera.

I tappi in alluminio vengono usati solo ed esclusivamente sulle borracce in alluminio e sono punzonati,sempre,sulla parte superiore liscia. Alcuni tappi di bakelite si trovano anche sulle borracce di alluminio, tuttavia trovano il loro impiego naturale in quelle di ferro. Possono essere marcati o no.

Il tappo in bakelite marrone della noce di cocco è differente dagli altri e va, ovviamente, solo su queste ultime, anche se si può trovare, soprattutto sui modelli 41/42,anche il tappo in alluminio.







 

Il boccale

Lo possiamo trovare in alluminio, bachelite e ferro.


Il boccale in alluminio viene utilizzato all’inizio della produzione e, anche se dura tutta la guerra, viene soppiantato da quello in ferro dal 43, a sua volta trattato o meno con il classico antiruggine rosso o, più raramente blu.

Ci sono poi i boccali conici sia in alluminio che in bachelite, generalmente neri anche se è risaputo che ci siano stati dei boccali colorati (rossi, verdi e blu)

Il boccale d'inizio guerra mantiene le medesime caratteristiche tecniche fino alla fine del conflitto, mentre strutturalmente varia.

E’ infatti provvisto di due maniglie richiudibli su se stesse e di un passante per la cinghia. Questo fino alla fine del conflitto dove, invece, viene utilizzato un boccale “povero” privo di qualsiasi parte esterna (maniglie/passante).

All’inizio le varie componenti vengono rivettate mentre successivamente, con i modelli in ferro, si fa uso di saldature per il fissaggio delle componenti. La sua colorazione iniziale è nera,per arrivare a diverse varianti di verde o a colori molto scuri dei modelli di fine guerra.


I primi modelli di boccale perdevano, spesso, parte o tutta della loro colorazione a causa dello sfregamento con altre componenti dell’equipaggiamento del soldato tedesco. L’ingombro dei boccali in alluminio è leggermente maggiore rispetto a quelli in ferro. Per cui, se trovate questi boccali e vedete che hanno grandezze leggermente differenti, nessuna paura, è una cosa normale.

Più o meno dal 43, si passa invece al modello in ferro ed alla colorazione verde. I primi boccali in ferro subivano un trattamento antiruggine rosso o bluastro e, successivamente, veniva applicato uno strato di vernice verde. Nei modelli tardi di ferro, questo strato non c’è più e si arriva fino ai già citati modelli di boccale molto poveri, privi di qualsiasi finimento e colorati di marrone scuro e/o colori similari.


Il boccale conico vede due varianti differenti, ossia ci sono quelli in allumino e quelli in bachelite. Quelli in alluminio sono generalmente smaltati di nero,ma ci sono anche dei modelli completamente privi di colore,a differenza di quelli in bachelite che oltre ad essere neri, potevano anche esser verdi, kaki, arancioni e grigi.

Il boccale in alluminio ha un passante rivettato che serve per il passaggio della cinghia in pelle, mentre quelli in bachelite non hanno il passante ma una scanalatura nella parte piena.

I produttori erano soliti punzonare anche i boccali ma non sempre questa “firma” era presente.

Nei boccali allungati la punzonatura si trova a livello della struttura di rinforzo per le maniglie.

In quelli conici il discorso cambia a seconda del materiale, nel senso che per quelli in alluminio si trova su uno dei due passanti per la cinghia, in quelli in bachelite le punzonature si trovano nella zona di scorrimento della cinghia.





 


Conclusioni

Questo mio studio sulle borracce non deve essere visto come uno studio totale e definitivo, anzi.

Non ho potuto documentare alcune particolarità/rarità come la colorazione di alcuni boccali o la particolare composizione di alcune cinghie, tanto per fare un esempio.

Le borracce,come altri componenti dell’equipaggiamento del soldato tedesco, sono trattati poco e/o male dalla letteratura fino a qui esaminata, per cui la maggior parte delle nozioni qui riportate sono dovute solo ed esclusivamente dall’osservazione diretta della mia collezione e da alcuni pezzi di altri amici, nonché dall’aiuto di molti frequentatori del forum di WorldWar e altri, che con le loro nozioni e/o aiuti hanno alimentato la mia passione e voglia di sapere. Sarò pertanto grato a chiunque avrà la voglia di criticare il mio operato per completarlo e correggerlo ove ne fosse bisogno.

Ringrazio di nuovo il forum WW che con l’amministrazione e l'Associazione WW mi hanno dato la possibilità di mettere in pratica quello che spero sia solo il primo di una serie di studi sulla Wehramacht/Heer.