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Schanzzeug mit trager – L’attrezzo da scavo del soldato tedesco

Schanzzeug mit trager – L’attrezzo da scavo del soldato tedesco

A cura di Andrea Bartoli

Elemento indispensabile del fante assaltatore la paletta individuale si dimostrò un attrezzo dai molteplici usi: pratico all’occorrenza per scavare un riparo di emergenza, nel bisogno di aprirsi un varco tra gli arbusti o liberare il passaggio di qualche mezzo impantanato e spesso utilizzato anche come arma da difesa. Questo semplice attrezzo fu adottato dalla maggior parte degli eserciti nelle due guerre mondiali mantenendo caratteristiche di produzione piuttosto simili tra loro.

La paletta fissa.

Il modello utilizzato durante la prima guerra mondiale e poi nel Reichswehr risale al 1874, le due parti metalliche che componevano l’attrezzo erano fissate tra loro mediante cinque ribattini sporgenti e la parte sagomata prevista per trattenere il manico di legno, fissata con due comprendendo un anello metallico di rinforzo. Questo modello di paletta subì un processo di semplificazione nei primi anni ’30 dando origine al modello adottato dalla Wehrmacht per tutta la durata della guerra; tuttavia nelle foto d’epoca è possibile notare ancora modelli antiquati inseriti nei foderi dei soldati e questo lascia presupporre un riutilizzo di vecchie scorte.

Il nuovo modello realizzato con acciaio di buona qualità vedrà la scomparsa dei ribattini sporgenti lasciando il posto a nove talvolta sette punti di saldatura, il bordo alla base sarà ripiegato completamente e il manico di legno trattenuto con due ribattini limati privo dell’anello di rinforzo. I bordi laterali saranno affilati e la finitura potrà essere brunita nella maggior parte dei casi ma anche annerita con vernice a scopo protettivo. Il manico di legno finisce con un bulbo arrotondato e subirà un trattamento che gli darà un aspetto semilucido. I punzoni concernenti il produttore saranno presenti sul lato frontale sinistro guardando la paletta con il manico rivolto verso l’alto e comprenderanno per le produzioni ante e inizio guerra il nome per esteso con località e data mentre per le produzioni successive, compariranno codici abbreviati con data o più semplicemente un logo caratteristico del produttore. Il waffenamt potrà essere presente se l’attrezzo è stato controllato dal funzionario e quindi consegnato per l’utilizzo.

Anche questo semplice attrezzo risentirà dell’economia di guerra e le produzioni iniziali maggiormente curate lasceranno il posto a finiture più grezze che vedranno gradualmente la scomparsa di vernici e trattamenti mantenendo bruniture sempre più scadenti.

Numerose le ditte commissionate per la produzione delle palette anche provenienti dall’industria siderurgica e mineraria come nel caso di Karl Krampe di Rummenohl – Hagen codificato “obp” o il rinomato “REX” tra i più attivi nella produzione.

 

Nella foto sotto un confronto tra due modelli di produzione prebellica realizzati dallo stesso fabbricante: a sinistra il vecchio tipo affianca un modello semplificato, entrambi sono stati ricoperti con vernice nera e presentano una finitura piuttosto curata. La sigla del fabbricante REX è sempre accompagnata dal logo che raffigura il profilo di un nobile settecentesco racchiuso in un cerchio e in entrambi gli esemplari è presente un Waffenamt di controllo. La paletta misura con il manico 53,5 cm, la parte metallica misura 34 cm di altezza compresa la parte tubolare che si fissa al manico mentre la larghezza è di 14,5 cm, queste misure possono variare leggermente in base alle produzioni.


Un modello di paletta semplificato fabbricato da Karl Krampe di Rummenohl – Hagen nel 1944 “obp”. Notare la lavorazione grezza del legno che non presenta trattamento e la debole brunitura che non ha resistito al tempo nonostante trattasi di un fondo di magazzino.

 

Le parti metalliche sono incastrate e saldate tra loro mentre due ribattini fissano il manico di legno.
Qui è possibile notare il bordo ripiegato che consente una maggior tenuta delle parti unite.


Diversi i sistemi di lavorazione dei manici con trattamenti che ne daranno un aspetto più o meno brillante, nelle produzioni di fine guerra il legno non verrà quasi più trattato. Anche le dimensioni dei bulbi risultano differenti nella misura e nella forma.

 

Nella foto a sinistra alcuni loghi, codici e nomi per esteso tra i più conosciuti (la lettera “H” indica la fornitura per l’esercito), si indicano inoltre: “oao” Albert von Heede, Priorei e “LS” di Sonnenberg Th. (Turingia).