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Schanzzeug mit trager – L’attrezzo da scavo del soldato tedesco - La paletta pieghevole

La paletta pieghevole

 


Un’ordinanza datata 12 novembre 1938 (HV 38C n° 1038) introduce una versione completamente rinnovata dell’attrezzo da trincea, la principale caratteristica si evidenzia nella paletta che per mezzo di un sistema ad avvitamento in bachelite ha la possibilità di regolarsi in tre posizioni distinte: ripiegata completamente su se stessa per l’inserimento nel fodero, a 90° per l’utilizzo come piccozza e aperta del tutto per spalare. A colpo d’occhio la paletta si presenta piuttosto elaborata nella fattura e nella funzionalità: la lama è di forma appuntita e comprende tre scanalature sagomate, va a fissarsi per mezzo di otto ribattini su un supporto rettangolare in acciaio che a sua volta integra l’elaborato sistema di avvitamento rinforzato da una sezione tubolare metallica che riceve il manico di legno trattenuto anch’esso da due ribattini. La nuova paletta presenta finiture identiche alla versione fissa, la brunitura è resistente e talvolta è annerita con vernice protettiva, il manico può essere in parte sagomato e comprende anche in questo caso un bulbo arrotondato.


Nella foto sotto possiamo osservare una paletta pieghevole regolata all’uso piccozza in realtà, questo modello si rivelerà abbastanza debole all’usura e soggetto ad allentamenti e rotture.


La paletta pieghevole adotta un fodero di nuova concezione realizzato in cuoio, successivamente l’impiego del Prestoff avrà il sopravvento limitando i costi ma indipendentemente dal risparmio sulle materie prime, la manifattura di questo fodero si rivelerà comunque troppo laboriosa per un proseguo della produzione. Il fodero segue la forma della lama mantenendo il principio della stratificazione e questa volta le robuste cuciture sono supportate da una serie di ribattini (quattro per ogni lato); voglio far notare che questo abbinamento cuciture/ribattini può apparire come peculiarità più saliente di questa versione di fodero.


Nel primo modello di fodero è previsto un coperchio che si piega sulla parte superiore dopo l’inserimento della paletta e la chiusura avviene per mezzo di due cinghie incrociate attraverso un’asola ed una borchia metallica simile a quelle impiegate sulle giberne da Kar 98K. Sul retro in posizione centrale è applicato un unico largo passante per il trasporto che è possibile aprire per sganciare l’attrezzo da scavo senza togliere il cinturone. La baionetta associata anche in questo caso all’attrezzo da scavo è affiancata al fodero e trattenuta da un passante cucito e rivettato, sul lato sinistro dello stesso.


Le marchiature sono normalmente presenti sul retro nella parte bassa del fodero in questo caso illeggibile tranne la data ed il WaA, mentre nella lama le possiamo notare sul lato destro guardando l’attrezzo in posizione chiusa con il manico rivolto verso il basso, il codice “agv” identifica il produttore Berg&Co di Solingen-Ohligs.


Una versione semplificata del fodero per paletta pieghevole che chiameremo “secondo tipo”, prevede la rimozione del coperchio superiore e la modifica della cinghia di chiusura che è più larga e sagomata e con l’aggiunta di un rinforzo metallico nella parte inferiore che stabilizza maggiormente l’attrezzo, anche l’interno è rinforzato con parti di fibra spessa allo scopo di preservarne l’integrità dovuta all’usura.


Come nelle versioni precedenti i foderi per pieghevole realizzati in Prestoff mantengono cinghie e passanti in cuoio che soggetti a frequenti maneggiamenti, tendono a maggior usura.

Notare anche in questo caso tutte le cuciture supportate da ribattini di rinforzo.


Qui possiamo notare il codice “gxc” che identifica Adam Reinhold, Oberursel (Taunus) impresso sulla cinghia di chiusura, mentre la lama riporta un logo già riscontrato su modelli di paletta fissa.


Le misure possiamo riassumerle in:

altezza complessiva dell'attrezzo compreso il manico in posizione aperta - cm. 69,5
altezza complessiva dell'attrezzo compreso il manico in posizione ripiegata cm. 50,5
larghezza della lama nel punto più largo cm. 15,5
altezza della lama punto piu alto cm. 21,5

Fodero di primo tipo:

larghezza parte superiore compreso il coperchio cm.18

larghezza del fodero cm.17,3
altezza massima cm.23

Fodero di secondo tipo:

larghezza parte superiore cm.17,5
larghezza parte inferiore cm.16,5
altezza massima cm. 22,5

Conclusioni:

La produzione di attrezzi da scavo nella versione fissa non smetterà con l’introduzione del nuovo modello pieghevole in definitiva troppo laborioso e costoso. Dallo studio delle foto d’epoca è possibile notare una larga diffusione di questa nuova versione nelle prime fasi dell’operazione Barbarossa e in parte anche nella campagna d’Africa, forse anche per questi motivi non si è a conoscenza di versioni in Prestoff giallo sabbia e nelle foto scattate sul finire della guerra in  Europa meridionale e Normandia si osserva un incremento di attrezzi nella versione fissa realizzati in Prestoff giallo; tuttavia è bene constatare che l’ingegno della produttività tedesca portò al concepimento di equipaggiamenti all’avanguardia nell’estetica ma soprattutto nella funzionalità tecnica come nel caso della paletta pieghevole che influenzerà le produzioni di altri eserciti anche nel dopoguerra a partire da quello americano che ne adotterà un modello molto simile nel 1943.



Bibliografia e ringraziamenti:

Uniforms & Traditions of the German Army 1933 – 1945 / J.R. Angolia – A. Schlicht

German Combat Equipments 1939 – 45 / G. Rottman – R. Volstad

German Combat Uniforms of  World War Two / B. Davis

L’attrezzo individuale del soldato tedesco della seconda guerra mondiale / J.P. Borg – L.Huart

Deutsche Soldaten / A. Sàiz

War Set – Wehrmacht, le armi dell’esercito tedesco

Infanterie im Osten / Steirische Verlagsanstalt Graz 1943

German Military Letter Codes / J. Walter

Questa scheda studio non è da considerarsi completa in relazione all’argomento e ovviamente ogni integrazione e/o correzione per quanto sopra riportato, sarà indispensabile e ben accetta allo scopo di ottimizzare il tutto. Un doveroso ringraziamento a odilo, mulon, lucas, unorosso, hlkw per le foto dei propri pezzi da collezione e le utili informazioni senza le quali questo lavoro non avrebbe potuto realizzarsi.