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.55 Boys

La Cartuccia Contro Carro .55 Boys.

a cura di Zambon Carlo

Per i collezionisti il caso, qualche volta, trasforma le certezze in quesiti difficilmente risolvibili.Questa volta è toccato alla poco conosciuta, in Italia, .55 Boys, una potente cartuccia usata dagli inglesi ed alleati nel fucile bolt-action contro-carro Boys. (foto 1)

 

Foto 1

 

 

 

Alla sezione “munizioni” della ns. Associazione è arrivata, dal caro amico Sud Africano Will Reuter, una notizia fresca, fresca; dopo esser venuto in possesso di una panoplia contenente vari tipi di cartucce e appartenuta, pare, nientemeno che al Generale Smuts, già primo ministro di questo paese, con sua grande sorpresa ha notato, tra le altre, una cartuccia calibro .55 Boys con il marchio inconfondibile della Bomprini-Parodi-Delfino. (foto 2).

Dato che nessuno conosceva questa produzione e volendo vederci chiaro, ne ha smontato la pallottola, così si è accorto che la costruzione era diversa da quelle alleate; la pallottola è identica dimensionalmente alla lunga Mk1 ma è costruita in tombacco con un nocciolo in acciaio, mentre le pallottole alleate sono in cupro-nickel con nocciolo in acciaio o in solo alluminio quella per addestramento, quindi si tratta proprio di una produzione autoctona. (foto 3)


Foto 2

 

 

 

BPD Bullet

British AP Mk 1

Steel Cored Bullet

Mk 2 Practice Bullet (Aluminium)

British AP Mk 2 Steel Cored Bullet

Foto 3

Giustamente chi si è trovato in mano la cartuccia si è posto qualche domanda ed ha elaborato qualche teoria che così possiamo riassumere:

1 - Gli italiani hanno usato i fucili Boys catturati in Nord Africa o ceduti dagli alleati tedeschi che li avevano requisiti nelle campagne del 1940 e quindi ne hanno prodotto le cartucce.

2 - Gli italiani hanno sviluppato durante la guerra un arma anti-carro o una mitragliatrice pesante camerata per questo tipo di cartuccia.

A mio avviso la prima ipotesi è la più probabile e ne potremmo aggiungere una terza; sono state prodotte per uno stato estero alleato.
Non sono a conoscenza di armi contro-carro sviluppate dal ns. Esercito; in dotazione avevamo lo svizzero Solothurn da 20 mm e per le mitragliatrici pesanti avevamo già la Hotchkiss 13,2 x 99 che era, più o meno, equivalente alla Boys; però mai dire mai, in questi campi le novità sono ormai all'ordine del giorno.
Non conosco il numero di questi fucili prodotti dagli alleati, (Wikipendia da un numero di circa 62.000) e catturati dai tedeschi nella campagna di Francia e Norvegia, so il numero esatto di quelli adottati dall'esercito francese che era di sette pezzi; da altri documenti sappiamo che nel 1940, sempre i tedeschi avevano ceduto 200 di queste armi con 100.000 cartucce, all'alleata Finlandia che già ne aveva ricevuto 100 pezzi dalla Gran bretagna prima dello scoppio della Guerra.
Cosa abbia convinto le autorità militari dell'epoca ad ordinare grossi quantitativi di queste cartucce, tali da giustificare l'apertura di una linea di produzione presso la fabbrica romana, con conseguenti spese ed investimenti non comuni, è tutto da stabilire; non credo che il numero di questi fucili catturati potesse essere così rilevante.
Certamente nel 1941, data di produzione della cartuccia in questione e a guerra inoltrata, la scarsa efficienza della .55 Boys dimostrata contro le moderne corazzature e lo sgradevolissimo rinculo che dava il fucile al momento dello sparo, dovevano essere a conoscenza delle nostre autorità quindi, a meno di smentite, possiamo ipotizzare e sperare, che la produzione sia avvenuta su ordinativi per l'estero.
Se comunque verranno trovati documenti che comprovino l'adozione o l'uso sistematico, di questa arma contro-carro, da parte del nostro esercito (l'articolo Sudafricano ipotizza il fronte orientale), possiamo solo sperare che le prove balistiche, che sicuramente saranno avvenute, non siano state eseguite contro le corazze dei nostri carri dell'epoca, perché altrimenti, si giustificherebbe tutta questa profusione di risorse in un momento così critico.

Foto 4 - Cartuccia .55 Boys Mk2 sezionata

 

Si ringazia:

Foto 1 da www.gunpictures.net

Foto 2 - 3 Will Reuter

Foto 4 Jean Renard