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Schanzzeug mit trager – L’attrezzo da scavo del soldato tedesco - Il fodero

Il fodero

 

 

Il fodero adottato per il trasporto della paletta derivato dal mod.1909 era realizzato in cuoio, presentava una struttura semplice che seguiva la forma della paletta composta da tre pezzi sovrapposti cuciti assieme ed era munito di due robusti passanti dove era infilato il cinturone. La parte posteriore nei modelli regolamentari era piena mentre la parte frontale mostrava un’apertura che lasciava visibile la paletta, la stessa era assicurata al fodero per mezzo di una cinghia con fibbia che ne avvolgeva il manico trattenendo contemporaneamente anche la baionetta. I foderi destinati all’Heer erano anneriti in fabbrica e normalmente presentavano i marchi sulla parte alta nel fondo interno, ma talvolta potevano essere presenti anche sul retro di un passante. Anche in questo caso il corso della guerra muterà l’identificazione per esteso dei fabbricanti in codici a tre lettere con data, accompagnati dal Waffenamt di controllo. Nell’ottica di affrontare l’inevitabile economia di guerra fu concepito un nuovo materiale surrogato del cuoio composto da strati di cartone pressato e trattato, più comunemente chiamato Prestoff. Largamente utilizzato sul finire della guerra il Prestoff sostituirà gradualmente il cuoio e non solo nel confezionamento dei foderi per paletta ma anche in altri elementi considerati più tecnici dell’equipaggiamento individuale. La modalità di costruzione del fodero in sostanza resterà la stessa e il cuoio sarà impiegato solo per la realizzazione dello strato centrale, della cinghia e dei passanti che potranno variare di colore dal nero al marrone; l’adozione del prestoff inoltre porterà alla realizzazione di foderi color giallo sabbia utilizzati soprattutto in Europa dal 1943. Gli attrezzi da scavo completi di fodero subiranno inoltre trattamenti che li renderanno mimetici in base alle esigenze dei soldati o in relazione alla zona d’operazioni, i contingenti Afrika Korps adotteranno completi standard che non vanno confusi con le versioni in Prestoff giallo sabbia impiegate sul finire della guerra. Bisogna aggiungere che la massiccia richiesta di foderi commissionata ai numerosi fabbricanti portò ad inevitabili piccole varianti di produzione che è bene conoscere per distinguere gli esemplari originali dalle sempre più sofisticate contraffazioni.

Nella foto che segue, due superbi esemplari di foderi in cuoio realizzati da Otto Sindel di Berlino, la fattura è molto curata tipico delle prime produzioni.

 


Il disegno che segue illustra le sezioni che compongono il fodero e le misure sono approssimativamente di 19,5 cm di altezza per 16 di larghezza. La cinghia più lunga misura 37 cm e normalmente è munita di cinque fori ovalizzati, la cinghia corta munita di passante misura 8 cm compresa la fibbia ed i passanti di trasporto sono larghi 2,5 cm e distanti 5 cm l’uno dall’altro.

Due attrezzi da scavo completi di fodero. Numerose foto d’epoca dimostrano che l’inserimento della paletta nel rispettivo fodero poteva variare, forse a discrezione del soldato.



La versione del fodero realizzata in Prestoff (surrogato del cuoio), manterrà le stesse caratteristiche di costruzione dimostrando una buona resistenza all’usura, talvolta sarà aggiunta una cucitura supplementare in mezzo alle due previste per il fissaggio dei passanti a scopo di rinforzo.

Nella foto che segue un bell’esemplare di fodero in Prestoff nero fabbricato nel 1943 da Hans Dinkelmayer – Lederwarenfabrik u. Sportartikel di Norimberga “gyo”, con Waffenamt di controllo. Notare l’effetto semilucido che si avvicina notevolmente all’aspetto del cuoio.


Altro esempio di fodero in Prestoff color giallo sabbia fabbricato nel 1944 da Gustav Sudbrack, Lederwaren u. Gamaschenfabrik, Bielefeld "fkx". Questo esemplare presenta una variante costruttiva nell’applicazione dei passanti di trasporto cuciti esternamente sul retro già riscontrata su un fodero in Prestoff nero datato 1942 e marcato sul retro di un passante con un codice parzialmente leggibile: “gyb” o “gyd”, entrambi produttori di articoli in pelle destinati alla Wehrmacht.

 

In queste foto possiamo notare gli strati sovrapposti cuciti assieme e la stratificazione del prestoff più evidente nella piega, che compongono la struttura di un fodero realizzato nel 1942 da Otto Reichel, Inh. Rudolf Fischer, Lederwarenfabrik, Lengfeld – Erzgebirge “eue”.

 

La baionetta con fodero diventa parte integrante dell'attrezzo da scavo qui posizionata come da regolamento.


Nel collage che segue si possono notare marchiature in codice con data e Waffenamt relativi a foderi realizzati in Prestoff e almeno due tipi di WaA differenti, in qualche caso è possibile che il WaA compaia stampato ad inchiostro e racchiuso in un rettangolo. Il marchio O. Sindel è presente su un fodero in cuoio non annerito e l’aquila particolare che compare accanto è associata a questo fabbricante e non è da confondersi con un Waffenamt. Alcuni esperti attribuiscono questo tipo d’aquila alle produzioni destinate alla Polizei, ma è un dato ancora da accertare. Personalmente tutti gli equipaggiamenti prodotti dal noto fabbricante che ho potuto osservare recavano l’aquila in questione e statisticamente sembra improbabile che tutti fossero destinati alla Polizei.


Segue una lista di fabbricanti più frequenti commissionati per la produzione di foderi da paletta fissa:

“bdt” Salewa, Lederwarenfabrik, g.m.b.h., Munchen, Thalkirkenstrasse 47

“cxb” Moll, Lederwarenfabrik, Goch Rheinland

“dla” Karl Barth, Militaereffekten-Fabrik, Waldbroehl, Rheinland

“dkk” Friedrich Offermann u. Sohne – Lederwarenfabrik, Bensberg

“epf” Koenigs- u. Bismarckhuette A G'

“eue” Otto Reichel, Inh. Rudolf Fischer, Lederwarenfabrik, Lengfeld – Erzgebirge

“evg” Max Oswald, lederwaren und reisenartikel fabrik, Karlsruhe

“fkx” Gustav Sudbrack, Lederwaren u. Gamaschenfabrik, Bielefeld

“fuq” Cottbusser Lederwarenwerk Curt Vogel K.G., Cottbus

“gxy” Gebr. Klinge, Lederwarenfabrik, Dresden Loebtau

“gyo” Hans Dinkelmayer – Lederwarenfabrik u. Sportartikel, Nurnberg

“jhz” Weipert Jean, fabrik feiner reisenartikel, Offenbach a. M. bernardstrasse 14-16

“jwa” Moritz Stecher, Lederwerk, Freiburg

“oaz” Max Oswald ,lederwaren und reisenartikel zur kenzeichnung desdurch auslandische

hersteller, gefertigten Auftragsgegenstandes.

Otto Sindel, Berlin