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Battaglione Saluzzo - Libia 1912

Le immagini del Battaglione Alpini "Saluzzo" durante l'occupazione di Derna 1912

(Guerra Italo Turca 1911-12)

 

La galleria comprende 60 fotografie stereoscopiche realizzate da un graduato del battaglione Alpini “Saluzzo”. Non è stato possibile risalire al nome dell'autore, che compare assieme alla famiglia in una delle foto, l'unica scattata in Italia.

Il gruppo di fotografie offre una documentazione delle opere difensive realizzate dopo l'occupazione di Derna, a fine ottobre 1911, comprendenti postazioni di artiglieria da montagna e pesante. Queste ultime sono armate con pezzi da 149 mm. in acciaio, una delle armi più moderne allora in dotazione al Regio Esercito.

Sono visibili scorci di zone teatro di aspri combattimenti, scene di vita quotidiana della città e qualche foto relativa a personaggi di spicco, quali il Gen. Trombi, comandante delle truppe a Derna, il giornalista Luigi Barzini ed il Ten. Armani, pluridecorato in battaglia e destinato a divenire futuro Capo di stato maggiore dell'Aeronautica.

La maggior parte delle immagini è corredata da didascalie sul retro, a volte anche sul fronte, che offrono diverse informazioni. Tali didascalie sono tutte riportate in calce ai fotogrammi.

Le fotografie sono tutte datate 1912, anno in cui vi furono sanguinosi combattimenti attorno a Derna e presso i fortilizi italiani riprodotti. Il Battaglione Saluzzo era composto principalmente da alpini di origine piemontese, come si può rilevare dal cognome di alcuni caduti di cui è stata fotografata la sepoltura. Non è noto se in seguito le salme sono state traslate in Italia.

La guerra Italo Turca non è molto nota. Fra i vari motivi che hanno posto nell'ombra lo studio di questo conflitto, a parte l'ovvio interesse per la Grande Guerra 1915-18 di poco successiva, va considerato anche il comportamento tenuto dalle truppe italiane e desumibile dai dati riguardanti gli esiti di alcune battaglie; un comportamento decisamente anomalo nella storia dell’Esercito italiano e che nell’occasione fu caratterizzato da particolari efferatezze.

Il numero dei caduti in campo nemico risultò estremamente elevato, incongruo rispetto a quello dei feriti e prigionieri. Una spiegazione va ricercata nel comportamento delle truppe arabo-turche che torturavano i prigionieri italiani in modi indicibili prima di ucciderli ed abbandonarli sul campo. Di queste torture rimangono ampi resoconti anche sulla stampa internazionale dell'epoca.

Note redatte da Luca Silingardi, possessore della raccolta, al quale si intendono riservati tutti i diritti relativi all’uso delle immagini qui pubblicate.

Eventuali richieste e contatti vanno indirizzati a:

 

 

 

 

 

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