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Museo di Cornuda

Presenze del Passato tra finzione e realtà.

a cura di Angelo L. Pirocchi

www.libreriamilitare.com

 

Tra il Grappa ed il Montello, tra i monti sacri della I Guerra Mondiale, a pochi chilometri dal Piave, si stende nell’operosa e fertile pianura veneta il paese di Cornuda; pochi forestieri l’han sentito nominare, è un nome poco noto anche agli appassionati del periodo: non è Nervesa, non è Sernaglia, non è l’Isola dei Morti. Ma da un certo tempo è meta di pellegrinaggi, per ora in gran parte di scolaresche e di associazioni d’arma, perché offre uno spettacolo a cui difficilmente il cronista avrebbe creduto, se non avesse visto e toccato con mano.

Di spettacolo si tratta, perché l’idea nasce dalla fantasia, dalla capacità tecnica e dalla creatività di chi per lavoro costruisce immagini tridimensionali (in gran parte legate al mondo preistorico) per musei, mostre e scenografie, impiegando resine e siliconi particolari. L’idea di allestire una mostra sulla vita dei soldati e dei civili durante la Grande Guerra impiegando le conoscenze acquisite in anni di lavoro per la ditta Tridimont (www.tridimont.it) è infatti del vulcanico e trascinante Silvio Tassinari, un personaggio che non si può non andare a conoscere: la sua sola presenza vale la trasferta.

Chi mai avrebbe potuto immaginare infatti di riprodurre in vetroresina decine di manichini, completi di divise, armi, equipaggiamenti, mezzi di trasporto, addirittura un cannone e due aeroplani, creare dei diorami in scala 1:1 perfetti in ogni particolare, ed animarli con suoni e luci ?

Per una maggiore rispondenza al vero e per mantenere la correttezza storica, preziosa è stata la consulenza del noto autore Eugenio Bucciol, che validamente ha coadiuvato la curatrice Annalisa De Carlo.

Insieme hanno organizzato un percorso di visita che idealmente abbraccia tutti i vari aspetti della vita dell’epoca, dal punto di vista del militare e del civile: la chiamata alle armi, la partenza per il fronte, la vita in trincea per i fanti e al campo per i corpi tecnici, l’assalto, il ferimento, le cure, la morte per chi indossava la divisa; la vita di tutti i giorni, le difficoltà della guerra, l’esilio o l’occupazione militare dopo Caporetto che tanto colpì le genti d’oltre Piave per la popolazione civile.

Le riproduzioni degli oggetti bellici, sorprendenti e assolutamente ingannatorie, si alternano a reali manufatti rigorosamente d’epoca, tra cui vanno certo segnalate una motocicletta del 1903 e un’intera officina “dimenticata” dagli austriaci in ritirata dopo Vittorio Veneto, oltre a decine di manufatti rurali testimoni di una civiltà che non c’è più. E vi assicuriamo che ogni singola volta si è insinuato il dubbio sull’autenticità o meno dell’oggetto!

Sicuramente originali sono invece i reperti che vengono esposti nelle vetrine, e che fanno da contorno e supporto alle scene allestite: si tratta di materiale italiano ed austroungarico che molti appassionati e curiosi hanno prestato per contribuire alla buona riuscita della mostra, in special modo medaglie, oggetti personali dei soldati, ricordi tratti da schegge o corone di forzamento, manifesti, foto e cartoline.

Oltre che su queste vetrine, l’attenzione del collezionista si poserà certo sul cannone da 75, che adesso pesa 80 kg. o sulla Fiat 14 che potrete tenere sollevata con due dita, sulla bicicletta da bersagliere o sul Mannlicher della sentinella austriaca ibernata; il curioso rimarrà colpito dalla crudezza della scena all’ospedale da campo o dal Maggiore Baracca che si sporge dal suo SVA per salutare o infine dalla ieratica compostezza del fucilato.

Un percorso dunque a più livelli di lettura, adatto ad ogni tipo di approccio e di età, nell’ottica di un doveroso recupero della memoria storica.

Dalla visita si può infine trarre lo spunto per una gita sui campi di battaglia, organizzabile ottimamente con la completa e dettagliata mappa realizzata dalla Provincia di Treviso, distribuita al fornito bookshop della mostra.


Finalmente una Amministrazione Pubblica comprende che il patrimonio storico può essere sfruttato culturalmente e turisticamente al pari delle opere d’arte e delle architetture di cui peraltro la Regione Veneto è ricchissima. Un motivo in più per recarsi nell’antico territorio di San Marco.

 

Presenze del Passato

Opificio Conti

P.zza Martiri della Libertà ( di fronte alla stazione ferroviaria)

Cornuda (TV)

tel / fax 0423 638371

www.presenzedelpassato.it [email protected]

Aperta tutti i giorni dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 15.00 alle 19.30 (festivi alle 20.00)

Biglietto: Adulti euro 5.00 - Ridotto euro 3.50 - Scolaresche euro 2.50 - Famiglia euro 10.00

(Hanno diritto al biglietto ridotto: anziani, studenti, disabili, militari)

 

 


Questo articolo è apparso sul numero 17 della Rivista “MILITES”.

Tutte le foto sono Copyright Tridimont

 

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