Cerca nel portale

Museo di Rovereto

Museo Storico Italiano della Guerra di Rovereto (Trento).

a cura di Giovanni Defrancisci.

 

È una giornata di sole di tarda primavera, in auto sto transitando sull'autostrada Modena-Brennero verso Rovereto dove, presso il Museo Storico Italiano della Guerra, ho appuntamento con un amico di vecchia data: Marco Leonardi è conservatore delle collezioni e grande esperto di balistica (nonché Direttore del poligono della sezione di Tiro a Segno Nazionale di Rovereto che sarà la mia ultima meta della giornata).
Il museo si trova all’interno di un castello che venne edificato all’epoca della dominazione di Venezia sulla città lagarina (1416-1509). Fu ideato nel 1919 da un gruppo di cittadini Roveretani per ricordare il conflitto che aveva riunito il Trentino all'Italia. Fu inaugurato da Vittorio Emanuele III il 12 ottobre 1921.
Nelle sue molte sale si trovano reperti appartenenti a diverse epoche, anche se la “parte del leone” è sostenuta dagli innumerevoli pezzi riguardanti la Prima Guerra Mondiale.

 

Ma iniziamo la visita.

Dopo essere usciti dalla biglietteria, che funge anche da bookshop e dove è possibile acquistare anche dell’oggettistica a carattere militare, ci dirigiamo verso le varie sale nelle vetrine delle quali spiccano diversi pezzi di gran pregio.

Tra il materiale in esposizione possiamo trovare divise, buffetteria, mostrine, armi di varie epoche. Solo per fare un esempio, nella sala riguardante la Seconda Guerra Mondiale, dopo avere potuto osservare durante il percorso un meraviglioso esemplare di FG 42 di secondo tipo e l’equipaggiamento di un incursore della Regia Marina, è possibile osservare tra gli innumerevoli pezzi un’uniforme appartenuta al comandante Borghese, dopo essere passati accanto a un Panzerscherck ed un Panzerfaust. Nella stessa sala si possono osservare anche diversi esemplari di pistola mitragliatrice prodotte in Italia durante l’occupazione tedesca in pochissimi esemplari e di cui Marco mi illustra la storia.

E’ impossibile descrivere la moltitudine di pezzi esposti e se la normale visita del museo occupa circa due ore, sono convinto che per l’occhio esperto di un collezionista il tour completo del museo dovrebbe durare almeno una giornata stuzzicando certamente una successiva visita di approfondimento.

 

E’ indubbiamente lodevole il lavoro svolto dall'associazione che regge il Museo e che, tra le innumerevoli attività, in un apposita sala, esibisce mostre temporanee di grandissimo interesse collezionistico (per la cronaca ricordo l’interessantissima mostra sul mimetismo riguardante le divise di vari periodi). La stessa associazione promuove studi e ricerche, cura la pubblicazione di opere a carattere storiografico e documentario, partecipa a produzioni cinematografiche.
Il lavoro svolto non ha mai termine tanto che è in programma, (lavori sono in uno stadio avanzato di realizzazione) l’apertura di una nuova ala dedicata alle armi, dove troveranno posto parte delle migliaia di armi, spesso risultanti dai sequestri effettuati dalle forze dell’ordine e che grazie a questo Museo sfuggono alla distruzione, e che sono attualmente allo studio.
Concludendo quindi, per lasciare posto alle immagini che in questo caso veramente “valgono di più di mille parole” , raccomando a tutti una visita in questo splendido Museo che negli anni ha saputo sempre rinnovarsi.

 

 

alla galleria fotografica